La Magia dell’Entrega

L’Entrega!

È sabato mattina,

lo capisco perché i miei umani non mettono la sveglia e spetta a me ricordargli che è l’ora di portarmi fuori a fare il primo giretto di ricognizione quotidiana.

Oggi non si va a lavorare come gli altri giorni, anche se per me andare a lavorare significa semplicemente cambiare luogo dove dormire e ascoltare tante storie fra un pisolino e l’altro.

Pensavo di averne passate tante in Spagna, ma anche certi umani non hanno avuto vite facili. La mia umana speciale dice ai suoi pazienti che io sono un esempio di come dopo un trauma si possa tornare a vivere e io mi godo questo attimo di gioia, perché tutti hanno una parola o una coccola per me.

Ma torniamo a oggi.

I miei due umani parlano di Entrega – e a me, quando sento parlare spagnolo mi si drizza un po’ il pelo, perché ancora porto i segni dentro di quel postaccio là – però le loro facce sono contente e si rivolgono a me con il solito tono affettuoso, quindi non c’è nulla da temere, spero (però questa parola l’ho già sentita, ne sono sicuro).

Dopo la colazione si parte, io salgo felice in macchina perché il fine settimana è sempre pieno di nuove avventure e tanti luoghi nuovi da sniffare, ma questa strada che ogni tanto sbircio dal finestrino non la conosco.

Un po’ mi viene la tremarella perché ancora quella parola là mi risuona dentro, ma mi fido dei miei umani e speranzoso mi faccio un sonnellino.

Mi sveglio in strette stradine di campagna – che bello, oggi forse si va per campi! – ci fermiamo lungo una strada punteggiata di casette.

Mi fanno scendere, scodinzolo entusiasta perché già mi immagino una bella passeggiata… e invece non andiamo verso il grano, prendiamo una stradina stretta nascosta fra le case e subito annusando i cespuglietti che nascono a ridosso del muro sento dei profumi familiari e poi, cosa odono le mie orecchie? mano a mano che ci avviciniamo anche sporadiche abbaiate familiari (l’accento sevillano è inconfondibile!).

Attraverso una grande porta si accede a un capannone, e lì dentro c’è un melting pot di galgos, umani grandi, greyhound, umani cuccioli (che io guardo ancora con sospetto), meticci e cagnolini di altre razze con cui io non amo interagire perché abbaiano troppo e sono agitati, ma si sa, “non si può avere tutto quello che desideriamo” dice la mia umana, sempre ai suoi pazienti (ma io nel frattempo imparo e sopporto piano piano anche i non-levrieri).

Sento vibrazioni buone nell’aria.

Sono tutti molto emozionati, ci sono cugini spagnoli che già conosco insieme ai loro umani, e poi ci sono umani senza cagnolini – quelli mi sembrano i più impazienti.

Per i miei gusti c’è un po’ troppa gente – eh si, lo avrete capito, sono un amante della tranquillità – ma sembra che ci sia di mezzo una buona causa, quindi accetterò anche questa folla.

(So già che mi riempirò di una antiestetica forforina da stress, ma per fortuna è un disagio passeggero che i miei umani provvederanno subito a togliere dal mio regale manto)

Adesso forse ho capito che cosa accadrà oggi.

Ecco che cosa mi ricordava quella parola stamattina!

Il giorno che ha cambiato la mia vita.

Come ho potuto dimenticarla?

Forse perché quando l’ho sentita la prima volta in Fundacion ho avuto tantissima paura.

Ci hanno tutti caricati su un furgone dentro a grandi gabbie, e per noi stare su un furgone non era un buon segno… ma questo qui era rosa acceso, quindi molto diverso da quelli dei galgueros che mai sarebbero andati in giro con quel colore lì.

E i volontari ci parlavano con la voce affettuosa, non c’era da temere, ma noi non lo potevamo sapere con certezza.

Gli uomini non sono stati mai gentili con noi prima di loro.

Abbiamo fatto un viaggio che non finiva più.

(Come fare tantissime volte la strada fra casa e il lavoro che faccio ogni giorno con la umana e anche di più).

Finché poi siamo arrivati, i dottori ci hanno controllati che stessimo bene, coccolati e portati in un giardino a conoscere i nostri nuovi umani adottanti.

Quando sono arrivato io però il posto era un altro, non era questo qui. Oh, cosa vedono i miei occhi attraverso tutte queste gambe umane!

Qui è bellissimo, ci sono un sacco di divani e cuscini e tappetini: il paradiso dei galgos!

Eh si, se non lo sapete ancora cari nuovi adottanti, ve lo spiego io: noi levrieri adoriamo i posti morbidi, comodi accoglienti, soprattutto in inverno, meglio se coperti da un caldo piumino e con una vostra mano che ci coccola e riempie di carezze.

In estate, col caldo che mal sopportiamo – quindi mi raccomando, nelle ore centrali teneteci al riparo! – ci adattiamo a stare per terra, e in tal caso abbandoniamo la nostra compostezza e letteralmente ci spaparanziamo per raccogliere ogni centimetro di freschino dal pavimento (anche se si, lo ammetto, un tappetino sottile è sempre gradito, siamo pur sempre cani eleganti noi!).

In questa nuova sede di Insieme per FBM c’è anche un banchetto bar con mille leccornie, io ci provo a elemosinare un po’ di prosciutto dal panino del mio umano, perché anche se ho fatto colazione ci sta sempre bene (ebbene si nuovi adottanti, preparatevi perché in questo siamo cani come – o addirittura peggio – degli altri, i maghi delle ruberie di cibo e accattonaggio! Ma poi ci facciamo sempre perdonare con uno sguardo languido che vi ruberà il cuore…)

Ecco Corrado che inizia a presentare l’entrega: ci ricordiamo tutti insieme di Rocio, una cuginetta scappata poco dopo l’arrivo e mai ritrovata (eh si, siamo molto molto spaventati quando entriamo nelle vostre vite e la fuga è la nostra unica arma di difesa conosciuta, per cui fate molta attenzione!).

Poi Corrado ha preparato anche un nuovo libretto dove sono raccolti i pensieri di chi ha adottato e le loro esperienze di vita con noi galghetti, il cui ricavato andrà in beneficenza in Fundacion.

Ecco questa cosa io ancora non me la spiego.

Questi umani che ci accolgono nelle loro vite diventano molto ispirati e profondi e sanno esprimere a parole tutto l’amore che ci danno.

Non potreste andare a tenere dei corsi anche a quei terribili galgueros che invece non hanno nessuna pietà per noi?

Ma forse lì sarebbe tempo sprecato.

Allora no, facciamo così: donne italiane, pensateci, se volete rendere romantici i vostri mariti selvatici adottate un galgo! (Così se ne salveranno sempre di più in Spagna).

All’inizio dovrete forse faticare un po’ per convincerli, poi noi cani ingaggeremo una sfida all’ultimo centimetro di divano con loro, ma alla fine in qualche caso guadagneremo pure il letto e voi un marito sdolcinato!

Perché, diciamolo, le emozioni sono sempre la cosa più bella.

Anche oggi.

A un certo punto l’aria si fa più elettrizzante, gli sguardi curiosi e accesi, si sentono risuonare i batticuori nell’aria e qualche lacrima fa la sua comparsa lungo le guance degli umani. Fra noi cani c’è chi solleva il naso in aria per odorare le buone novità, chi apre un occhio vigile dal pisolino, chi abbaia con trasporto (si ancora loro, i non levrieri, ma qui glielo concedo) e chi osserva con attenzione un momento irripetibile.

I nomi dei cuginetti fortunati vengono chiamati uno a uno e avviene la magia del primo incontro, il primo passo di una nuova esistenza che nessuno dei partecipanti (umani e canini) immagina possa essere così travolgente e trasformativa.

Benvenuti a casa amici, da ora in poi la vostra vita sarà meravigliosa.

Parola di Golem.

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2 commenti

  1. Pippi(Lavandula)e Lagri siete parte del mio cuore e ogni giorno cresciamo dentro,assieme 😘grazie isieme per fbm siete ANGELI DENTRO AD ALTRI ANGELI SIETE INFINITAMENTE ANGELI,non mi stancherò mai di elogiare il vostro impegno e di trasmettere alla gente che ANGELI che siete GRAZIE!complimenti per il testo è commovente

  2. Golem hai descritto esattamente ogni istante,del prima, del durante e del dopo… una volta a casa siete i ns angeli, grazie per il vs amore donato nonostante tutto il dolore che avete patito. Ringrazio dio ogni giorno per avere i miei bimbi pelosi nella ns vita! A presto tesoro!

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