Insieme per FBM

Quello che un Galgo può insegnare

Quello che un Galgo può insegnare

Questo scritto lo immagino come il primo capitolo di una lunga serie, perché più passa il tempo e più mi accorgo di quanto la vicinanza e relazione con un animale ci permetta di entrare in contatto con parti di sé – dalle più amate alle più temute, proprio come accade spesso con le persone a cui teniamo di più nella nostra esistenza.

Tanti anni fa, quando ancora l’idea di avere un cane era molto remota dentro di me, ho letto il libro “Il lupo e il filosofo” di Mark Rowland, una storia che mi ha colpita e commossa dalla prima all’ultima pagina.

Si tratta della narrazione del legame fra lo stesso Mark e il suo lupo-cane e di tutte le riflessioni sul significato di questo rapporto, ma soprattutto sulla vita e sul nostro modo di viverla.

Creature Magiche

Ecco che lungi dal voler emulare quel testo inarrivabile, mi limiterò qui ad alcune riflessioni che mi sono trovata a fare entrando nel mondo di queste creature magiche che i Galgos rappresentano.

Si legge spesso che i levrieri non sono cani come gli altri.

Ma finché non ci si abita sotto lo stesso tetto resta un concetto astratto e anche un po’ misterioso.

Non si può descrivere, lo si può vivere soltanto.

Sono esseri miti e pacifici ma allo stesso tempo lasciano trasparire forza, energia, presenza.

È vero che poi noi umani abbiamo la tendenza – da tenere molto sotto controllo! – di “umanizzare” gli animali da compagnia, attribuendo loro pensieri, emozioni e comportamenti interpretati secondo le nostre conoscenze e non tenendo conto della loro natura più istintuale e a contatto con i bisogni primari.

Questo non toglie però la possibilità di interrogarsi su che cosa cambia in noi quando ci troviamo di fronte a qualcosa di sconosciuto, incomprensibile e talvolta incontrollabile.


La Pazienza

Una delle qualità sulle quali Golem mi ha fatto più lavorare dall’inizio – soprattutto dentro di me, non tanto come apprendimento per lui – è stata la pazienza. Io che mi credevo già dotata da madre natura e da anni di lavoro interiore di una buona dose di questa virtù, mi sono ritrovata a dover ripartire da zero con lui. Pochi minuti dopo il suo arrivo ci siamo scontrati già col primo ostacolo: le scale per arrivare al primo piano del ristorante dove tutti insieme avremmo mangiato.

Sembrerà un’ovvietà, ma un galgo non ha mai visto né fatto una rampa di scale. E notare bene, non si trattava di una scala col vuoto sotto, della quale per istinto tutti i cani temono l’attraversamento, erano due piccole rampe di cinque gradini pieni, ma dei quali lui non vedeva dove l’avrebbero portato.

Dopo dieci minuti di tentativi infruttuosi ci siamo arresi e abbiamo preso l’ascensore.

Lì ho capito materialmente e metaforicamente cosa ci aspettava nei giorni a venire: piccoli, e allo stesso tempo grandi, passi in salita da fare insieme, confrontandosi con la nostra tendenza pienamente umana di desiderare tutto e subito.

Pancia all’aria

Adesso a distanza di più di un anno possiamo guardarci indietro e osservare con soddisfazione il cammino fatto. Ogni mese ha rappresentato una “sudata” conquista, a partire dai piccoli gesti e dalle abitudini quotidiane come il primo scodinzolio o il primo gioco col pupazzetto o la prima volta che ci ha concesso una coccola a pancia all’aria.

La pazienza è alleata del tempo, entrambi concorrono a creare quel legame unico e irripetibile di fiducia con il tuo Galgo, il dono più grande che può farti, oltre le sue ferite del passato.

Virginia e Golem

  1. Un ottimo rimedio dei Fiori di Bach che può aiutare gli adottanti a superare l’impazienza è Impatients – mentre se prevale lo scoraggiamento suggerisco Gentian (si possono prendere anche abbinati se ci sono entrambi gli stati emotivi)
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