Michela – Ci si rivede a Siviglia! Centro volontariato FBM

L’ansia era già iniziata qualche giorno prima di partire “In cosa mi sono cacciata?” “Mi troverò bene col gruppo? Sono degli estranei… Saprò gestire le emozioni?” “Soffrirò a vederli così?”. Tutte queste domande mi affollavano la testa anche il giorno della partenza. Arrivo in aeroporto e inizio a conoscere due dei miei compagni di viaggio, si parla del più e del meno in attesa dell’aereo e poi “Ci si rivede a Siviglia”. Arriviamo in aeroporto in Spagna e Barbara è li ad aspettarci col suo grande sorriso, contenta di vederci. All’arrivo in fondazione ci accoglie un ululato di centinaia di cani, sembrano salutarci e chiedersi chi sia arrivato.In appartamento conosco il resto del gruppo, diventa subito una festa e al momento non mi accorgo di aver appena conosciuto delle persone che nel giro di pochi giorni imparerò a considerare una vera famiglia. Le giornate passano veloci, bisogna lavorare perché c’è sempre qualcosa da fare fra pulire una gabbia, caricare la lavatrice, due coccole e una giocata nelle gabbie… nel frattempo parte del mio cuore si aggrappa a quelle anime solari e fiduciose, a quei nasi umidi che ti si appoggiano ovunque, a quelle testone che cercano una carezza e a quelle linguette che cercano di rubare un bacino. La sera siamo tutti così stanchi che non si ha la forza per nascondersi dietro alle solite maschere, così ci ritroviamo veri e sinceri, noi stessi, a ridere, scherzare, piangere e a sostenerci e supportarci. Ultimo giorno prima della partenza, ultimo giro di saluto a tutti i cagnolotti… la lacrima scende, ormai li consideri tutti come se fossero tuoi, già li ami per ogni particolarità che in così pochi giorni hai imparato a conoscere. Speri con tutta te stessa che trovino l’amore che meritano. Saluti tutto la staff della fondazione, persone stupende che lavorano con amore e passione per far si che queste anime scodinzolanti possano essere al sicuro una volta varcati quei cancelli. Loro ti ringraziano per l’aiuto che hai portato, ma il più grosso regalo l’hanno fatto a me dandomi l’opportunità di crescere ed emozionarmi. Lasciamo la fondazione sapendo di non essere le stesse persone che ci sono entrate, una parte di noi rimane li, e quello che ci portiamo a casa è la voglia di fare ancora di più per migliorare la nostra e la loro vita, aspettando con ansia la prossima volta in cui potremo essere di nuovo li, fra quelle gabbie, in pace col mondo.

 

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